domenica 4 ottobre 2009

"Intervento" degli abitanti di via Fanfani / "Intervention" of the Fanfani street inhabitants

Mostriamo alcune immagini dell'intervento spontaneo che alcuni abitanti di via Fanfani hanno realizzato presso l'edificio ivi situato, cantierizzato e abbandonato:

These are some photos of the spontaneous intervention made by some inhabitants of Fanfani street on an old building turned into a construction site and then abandoned:

La vitalità della città

"Le forme di appropriazione degli spazi da parte degli abitanti, e in generale di chi vive la città, sono probabilmente i segni più significativi della vitalità della città. Sono, in genere, anche questioni di cui l'urbanistica non si occupa o si occupa molto poco. Sono considerate spesso forme devianti, apparentemente occasionali, in genere irregolari. Aspetti che offuscano la corretta evoluzione della città ben organizzata, nei accidentali e marginali che deturpano il corpo immaginato perfetto, ma anche freddo e sterile, della città pianificata. Sono, in realtà, i pochi segni che ci dicono come gli abitanti ci siano e contribuiscano a costruire i propri spazi di vita, al di là del puro e semplice uso funzionale della città, come riempire le strade di auto o sistemare come meglio si crede il proprio spazio privato. Queste dinamiche di appropriazione si sviluppano nelle pieghe e nelle crepe lasciate libere dalle maglie della città controllata e sono una delle poche tracce dell'azione produttiva degli abitanti, della possibilità che hanno anche loro di essere "costruttori".

Carlo Cellamare, Fare città. Pratiche urbane e storie di luoghi

sabato 3 ottobre 2009

Il Meccanotessile ancora protagonista - 03.10.09

Le affermazioni perentorie del sindaco Renzi circa la vendita dell'area del Meccanotessile hanno riaperto il dibattito sulla destinazione di uno degli Spazi docili fiorentini. E dire che proprio il nostro progetto aveva riportato il tema di quest'area all'attenzione pubblica attraverso una serie di interventi, tra cui la recente installazione per la Triennale dell'Ordine degli Architetti, da ignoti rovinata e in parte trafugata (si vedano i post in coda).
Ecco come il mondo politico fiorentino risponde al sindaco Renzi oggi, sabato 3 ottobre:
sulle pagine de La Repubblica si mostrano favorevoli alla vendita dell'area Meccanotessile l'assessore regionale Paolo Cocchi e il sindaco di Scandicci Simone Gheri, che ricorda: "la contemporaneità diffusa va benissimo, ma va pensata su dimensione metropolitana (...) Io intendo cioè un sistema di luoghi che vada oltre i confini di Firenze e abbracci l'area metropolitana, con i suoi punti d'eccellenza della contemporaneità. Compresi Prato e il Pecci".
Ma non tutti si trovano concordi con le affermazioni del sindaco; la capogruppo di Perunaltracittà Ornella De Zordo richiede un chiarimento in consiglio sul progetto di vendita, ricordando l'importanza della pianificazione partecipata.
Anche Valdo Spini replica che a Firenze manca del tutto uno spazio dedicato alla produzione culturale che rappresenti i fermenti e le tendenze artistiche attuali. E aggiunge: "Non esiste un luogo dove gli artisti, fiorentini e non, possano incontrarsi, scontrarsi, dialogare ed esporre le loro opere".
Oltre alle accese discussioni sull'area segnaliamo l'articolo de Il Nuovo Corriere di Firenze, che titola in prima pagina: "Il Meccanotessile? E' invendibile" e l'ex assessore alla Cultura, Simone Siliani, afferma che "l'edificio è vincolato dai beni culturali e buona metà è destinata a centro d'arte. E non si può cambiare".
Parole forti contro parole forti. Lo stato dell'intera area, intanto, non fa che mostrare ancora una volta la drammatica mancanza di idee lungimiranti e programmatiche su spazi pubblici fondamentali per la rinascita culturale di Firenze.

venerdì 2 ottobre 2009

Novità sull'area dell'Ex Meccanotessile

Il titolo dell'articolo apparso venerdì 2 ottobre 2009 su La Repubblica di Firenze appare perentorio: "Renzi: Venderò il Meccanotessile".
L'articolo si apre con la chiara volontà del sindaco di chiudere l'annosa questione del Meccanotessile come Centro per le arti contemporanee. Annuncio che il sindaco Renzi aveva già dato durante la trasmissione televisiva di Tele 37 Telekomando, la sera del 1 ottobre 2009.
Le idee, infatti, sembrano chiare. Sì a spazi dedicati all'arte contemporanea, secondo un altro articolo in cui le parole dell'Assessore Giuliano da Empoli riprendono il pensiero del sindaco: "Penso alle Murate, alle Piagge, all'exQuarter di Gavinana, alla Manifattura Tabacchi" (è un errore o il Centro per le arti contemporanee migra alla Manifattura Tabacchi?). La vendita dell'area del Meccanotessile, invece, impedirà la nascita di un Centro per le arti contemporanee immediatamente in competizione con il Museo Pecci di Prato e permetterà un recupero ambientale e socialmente sostenibile che prenderà l'inevitabile forma di zona abitativa, scuole, spazi verdi (insieme ai parcheggi le uniche concezioni di spazio pubblico che a Firenze si riescono a concepire) e poche attività commerciali.
Alla domanda sul Meccanotessile come grande centro per l'arte contemporanea il sindaco Renzi ha risposto: "Non voglio un contenitore per l'arte, ma voglio una contemporaneità diffusa in tanti luoghi diversi di Firenze".

mercoledì 30 settembre 2009

Deriva in "zona" il Poggetto / Drift/dérive in the "Poggetto" area

Area parcheggio incompiuta in via Carlo Burci (al Poggetto):

Parking area left undone on Carlo Burci street, Poggetto area:

Deriva in zona Ponte alla Vittoria / Drift/dérive in the Ponte alla Vittoria area

Deriva presso Piazza T. Gaddi, oltre Ponte alla Vittoria.
Ogni commento risulta superfluo.

Drift/dérive in the area of T. Gaddi square, beyond Ponte alla Vittoria (Vittoria bridge). Any comment is pointless.


mercoledì 16 settembre 2009

Un paio di domande per Francesco Bonami

Dopo aver letto con attenzione sul Corriere Fiorentino di sabato 12 settembre l'articolo-intervista di Mauro Bonciani a Francesco Bonami, critico d'arte, curatore di fama internazionale, opinionista del Corriere Fiorentino, presidente della Commissione dei tre saggi che valuterà la gestione delle donazioni di opere d'arte del Comune di Firenze, sorgono spontanee due domande sulla questione del Meccanotessile.

1) In che senso non ci sono mai stati progetti seri per l'area del Meccanotessile?
2) Quali sono le reali e profonde motivazioni che spingerebbero con un solo sguardo a capire che non poteva essere un vero centro di attività contemporanee?

In attesa di una risposta, restiamo comunque aperti a qualsiasi dialogo sulla questione inerente lo spazio del Meccanotessile.

Danni ai lavori all'Ex Meccanotessile (Triennale di Architettura) / Damages to the works @ former Mechano-textile complex (Architecture Triennale)

Tra il tardo pomeriggio del 14 settembre e la mattina del 15 ignoti hanno distrutto gli allestimenti di Spazi docili presso l'Ex Meccanotessile (nell'ambito della Triennale dell'Ordine degli Architetti) e hanno inoltre divelto tutti i manifesti sottraendone una parte. Consideriamo questo tipo di eventi come manifestazioni inconsce e non razionalizzate di un disagio legato ai propri luoghi. Evidentemente abbiamo toccato un nervo scoperto.

Between the late afternoon of September 14th and the morning of September 15th unknown people destroyed the works installed by Spazi Docili [Docile Spaces] @ former Mechano-textile complex (made for the Architecture Triennale). They also tore all the banners, stealing some of them. We condiser such events as unconscious and non-rationalized expressions of an uneasiness connected to one's own places. It's clear we hit a nerve.

martedì 15 settembre 2009

12-13.09.09 Workshop di Spazi docili all'ExFila / Spazi Docili [Docile Spaces] workshop @ ExFila

Il 12 e 13 settembre Spazi docili ha tenuto un workshop presso la struttura dell'ExFila nell'ambito della rassegna be young be wrong. Ecco alcune immagini dell'evento.

On September 12th and 13th Spazi Docili [Docile Spaces] had a workshop @ ExFila during the be young be wrong review. Some photos:

Riunione preliminare presso l'Ex Fila - First meeting @ ExFila.

NON PENSARE = DO NOT THINK

INTERVALLO = PLAYTIME

NON PENSARE = DO NOT THINK

Interventi presso Sant'Orsola - Interventions @ Sant'Orsola Convent.

Sopralluogo presso il Giardino dell'Orticultura - Inspection @ Orticultura Gardens.

Sopralluogo presso l'Ex Meccanotessile - Inspection @ former Mechano-textile Complex.

Conclusione: progettazione di nuovi step - Conclusion: planning further steps.

10.09.09 Presentazione del workshop di Spazi docili presso l'Ex Fila / Presentation of the Spazi Docili [Docile Spaces] workshop @ ExFila

Spazi docili presenta il workshop del 12/13 settembre 2009
presso gli spazi dell'Ex Fila - Spazi Docili [Docile Spaces] presents the September 12th/13th 2009 workshop @ ExFila.

Francesca Chiavacci (Presidente Arci Firenze)
Serena Fanara (Site Specific/Arci Firenze)
Fabrizio Ajello

Serena Fanara, Fabrizio Ajello, Christian Costa

domenica 13 settembre 2009

Triennale dell'ordine degli architetti di Firenze / Architecture Triennale

Spazi docili + arch. Antonio Ciuffreda
Triennale dell'ordine degli architetti
Intervento: In Disciplina loci
Firenze, 9/19 settembre 2009

Spazi Docili [Docile Spaces] + arch. Antonio Ciuffreda
Architecture Triennale
Title of the intervention:
In Disciplina loci
Florence, September 9th/19th 2009

Intervento presso l'ex monastero
di Sant'Orsola con il supporto del quartiere - Intervention @ Sant'Orsola Convent: involving the people of the area (INTERVALLO = PLAYTIME).

Intervento presso l'ex monastero di Sant'Orsola - @ Sant'Orsola Convent.

Intervento presso l'ex Meccanotessile - @ former Mechano-textile (OSSERVA = OBSERVE).

Intervento all'interno del Tepidario Grande del Giardino dell'Orticultura - Intervention inside the Glasshouse (Giacomo Roster's big Tepidarium) @ the Orticultura Gardens.

Intervento presso il Giardino dell'Orticultura - Orticultura Gardens (DISOBBEDIRE = DISOBEY; DUBITARE = DOUBT).

martedì 8 settembre 2009

Workshop Ex Fila – Spazi docili

Triennale di Architettura - Firenze

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2009 Spazi docili, nell’ambito della sua partecipazione alla Triennale d’architettura di Firenze, terrà un open workshop presso i locali dell’Ex Fila (via Monsignor Leto Casini 11, Firenze).

Lo staff del progetto selezionerà un gruppo operativo, costituito al massimo da 10 partecipanti (artisti, curatori, critici, architetti, intellettuali), che parteciperanno attivamente alle attività laboratoriali effettuando i sopralluoghi, partecipando al confronto pubblico e realizzando un contributo finale.

L’evento sarà comunque aperto alla partecipazione e all’interazione con il pubblico.

Il workshop sarà suddiviso in tre fasi:

1) analisi in situ di tre aree precedentemente identificate (Serra del Giardino dell’Orticultura, Ex Meccanotessile, Sant’Orsola).

2) Elaborazione di nuovi immaginari attraverso il confronto tra gli intervenuti e la rielaborazione delle documentazioni acquisite (foto, riprese video, suoni, interviste, disegni).

3) Presentazione delle opere, dei progetti, degli elaborati e talk finale.

I contributi realizzati a nome dei partecipanti con la presentazione di Spazi docili saranno pubblicati sul sito spazidocili.org e verranno mostrati:

- nella serata conclusiva della manifestazione organizzata all’Ex Fila;

- nella giornata conclusiva della Triennale d’Architettura di Firenze.

Info:
cell: 3478647967
mail: nerofx@inwind.it
fuorilinea@yahoo.it

domenica 6 settembre 2009

Degli Spazi docili / About Docile Spaces

I recessi di zone vietate, gli strati più oscuri degli spazi negati, questi sono i luoghi ove possiamo cogliere l'immaginario urbano nel suo fermentare e mutare senza sosta.

Forbidden zones recesses, denied spaces darkest sides, these are the places where we can grab the everchanging and seething imagination connected to the city.

domenica 23 agosto 2009

Andrea Camilleri: Cos'è un italiano? / What an Italian is?

Dove nascono gli spazi docili: il grande scrittore Andrea Camilleri descrive "l'italiano".

Where docile spaces take form: the great writer Andrea Camilleri describes "the Italian".

domenica 12 luglio 2009

Amnesie urbane

E' importante sottolineare il carattere autorappresentativo della forma ad arcipelago frattale: la nostra civiltà l'ha costruita da sola per definire la propria immagine indipendentemente dalle teorie degli architetti e degli urbanisti. Spazi vuoti che ne determinano la figura sono i luoghi che più di ogni altro rappresentano la nostra civiltà nel suo divenire inconscio e molteplice.
Queste amnesie urbane non sono solo in attesa di essere riempite di cose, ma sono spazi vivi da riempire di significati. Non si tratta dunque di una non-città da trasformare in città, ma di una città parallela con dinamiche e strutture proprie che devono ancora essere comprese.

It's important to point out how the 'fractal archipelago' form is self-representative: our civilization builded that form by herself to define her own appearance regardless of architects and city planners theories. The empty spaces which determine her shape are the places which show more than anything else our civilization as changing in unconscious and manifold ways.
These urban amnesias are not only waiting to be filled with things, but they are alive spaces to be filled with meanings. We are not talking about a non-city to be transformed into a city, but about a parallel city with dynamics and structures of her own which still have to be understood.

Franco Careri, Walkscapes

Siate pragmatici: fateci sognare!

Non si riflette abbastanza su quel che salda fra loro i due sensi della parola simbolico: si tratta di quello che rimanda a un'altra cosa che non è qui, a qualcosa di più grande o di più elevato, e che riunisce le persone separate (il contrario dunque di diabolico, che separa quel che era riunito). L'ordine strutturante e prestabilito che ci precede, eccede, succede è anche l'elemento che ci permette di essere e di agire insieme. Traduzione: niente è capace di unire, al presente indicativo. Solo l'irreale unisce. Il sogno, un dio, l'età dell'oro o una società senza classi. Da qui la forza agglomerante delle leggende e l'effetto cristallizzante delle mitologie che ignorano le centrifughe economiche. Volete unire un Paese? Raccontategli una bella storia. Volete "riunire"? Fate decollare, sollevare, delirare.

Régis Debray, L'oscenità democratica

giovedì 2 luglio 2009

02.07.09: Deriva in piazza delle Cure / Piazza delle Cure drift/dérive

In data 02.07.09 Spazi docili ha effettuato una deriva in piazza delle Cure per documentare lo stato dello stabile dell'ex acquedotto, negli ultimi mesi più volte occupato da gruppi di studenti e sempre sgomberato a poche ore dall'occupazione stessa.
Spazi docili ha inoltre raccolto, presso il mercato delle Cure, nei pressi del quale si trova ubicato lo stabile in questione, diverse dichiarazioni, inerenti la struttura, le sue potenzialità e i suoi problemi. I video realizzati saranno presto visibili nella sezione video del nostro sito.
Al momento la parte del piano terra del fabbricato, dove si trovavano gli uffici dell'acquedotto, è stata serrata con grate in metallo per impedire l'accesso ai locali.

On July 2nd Spazi Docili [Docile Spaces] made a drift/dérive in the area of Piazza delle Cure (delle Cure square) to document the status of the former aqueduct building, which was squatted by students again and again in the last months and always cleared really fast.
Spazi Docili [Docile Spaces] also collected, in the Cure market nearby, some interviews about the building, its potential and its problems. These videos will be soon online in our website video section.
At the moment the accesses to the former aqueduct's offices, at the building low ground, were obstructed with metal grating.


Il sottopassaggio delle Cure - The Cure underpass.

Il portone dello stabile dell'ex acquedotto - The former aqueduct building main door.




L'interno dello stabile dismesso - Former aqueduct building interiors.

Una delle finestre serrate con grate metalliche - A window blocked with metal grating.

Zona dell'edifico ripresa dall'atrio adibito a rimessa del mercato, lato ferrovia - Former aqueduct building exteriors from the entrance hall, now used by the market, on the railway side.