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martedì 6 ottobre 2015

Forum per l'arte contemporanea italiana 2015, Centro Pecci, Prato (Tavolo sugli Indipendenti)

Spazi Docili al Forum per l'arte contemporanea italiana 2015 al Pecci di Prato. Questo il secondo tavolo a cui siamo stati invitati:

PP2. Gli indipendenti 
26.09, ore 13.30
Palazzo Banci Buonamici

Quale direzione per gli indipendenti? All’interno del panorama italiano che ruolo hanno avuto e quale ruolo dovrebbero ritagliarsi le realtà indipendenti e con che fondi dovrebbero sostenere le proprie attività?

Coordinatrice:
Bruna Roccasalva

Partecipanti al tavolo:
BASE (Firenze)
Massimo Bartolini 
Gino Gianuizzi
Carolina Italiano 
Chiara Agnello 
Christian Costa / Spazi Docili
ARMADA (Milano)
Stefania Galegati Shines
Marco Raparelli
Fabrizio Ajello / Spazi Docili
Caterina Riva

Qui la registrazione INTEGRALE e SENZA TAGLI della discussione:



Photo: Stefano Giuri

 Website: http://www.forumartecontemporanea.it/gli-indipendenti
 

venerdì 25 settembre 2015

Forum per l'arte contemporanea italiana 2015, Centro Pecci, Prato (Tavolo sulle Residenze)

Spazi Docili al Forum per l'arte contemporanea italiana 2015 al Pecci di Prato. Questo il primo tavolo a cui siamo stati invitati:

F6. Ripensare il senso delle residenze
25.09, ore 13.30
Monash University Prato Centre

Quale futuro hanno le residenze d’artista? Tanto popolari qualche anno fa, sembrano vivere un momento di “stanchezza”, di ripetitività e assenza di contenuti. Come rinnovarle? È possibile che il loro potenziale formativo venga impiegato in modo fattivo all'interno del sistema?

Coordinatrice:
Rossana Miele

Partecipanti al tavolo:
Davide Daninos
Christian Costa / Spazi docili
GAP - Guilmi Art Project
Paola Sacconi
/ Kinkaleri /
Grossi Maglioni
Benedetta Di Loreto / Qwatz
Calori & Maillard


NB: Il tavolo è stato preceduto da un confronto preliminare via email tra i vari relatori, che si sono inoltre documentati sulle modalità di lavoro reciproche attraverso uno scambio di materiali via dropbox. Abbiamo poi scelto di comune accordo di far iniziare l'incontro a Prato alle 12.30 per avere il tempo di conoscerci nel dettaglio delle nostre pratiche senza togliere spazio alla discussione pubblica.
Qui la registrazione INTEGRALE e SENZA TAGLI della discussione:



Photo: Stefano Giuri

venerdì 12 novembre 2010

Spazi docili a Controradio sul tema Meccanotessile - 11.11.2010

Giorno 11 novembre 2010 spazi docili è intervenuto
durante la diretta radio dal Meccanotessile alla
trasmissione di Controradio Interview diretta da
Raffaele Palumbo. L'intera diretta era incentrata sulla
pluriennale questione delle Officine Galileo, del loro
stato di abbandono, ma soprattutto del loro futuro.
Hanno preso parte all'incontro l'Architetto Giuseppe
Santarelli, il presidente del Comitato "Il Meccanotessile
ai cittadini" Romano Moretti, ed inoltre Leo Landini,
Bruno Simi, Carlo Fontanelli e Franca Gattini.
L'intera trasmissione può essere scaricata al seguente
indirizzo:

http://www.controradiolive.info/podcastgen/

martedì 14 settembre 2010

Spazi docili alla trasmissione radio 4'33'' su novaradio

Per chi volesse riascoltare l'intervento di Spazi
docili alla trasmissione radio 4'33'' di sabato 11
settembre 2010, su novaradio, ecco il link:

http://podcast.novaradio.info/

sabato 28 agosto 2010

Un interessante articolo sugli spazi docili fiorentini

Segnaliamo un interessante articolo dal titolo: "scheletri
di mattoni, progetti arenati. Tutti gli spazi in attesa di
recupero", pubblicato sul sito:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/08/20/news
/scheletri_di_mattoni_progetti_arenati-6385940/

Oltre al testo potrete trovare anche una mappa dei siti
citati.

giovedì 18 febbraio 2010

Le mani sulla città

Dopo le notizie allarmanti di questi giorni è oramai
sotto gli occhi di tutti come un sistema corrotto e
marcio abbia reso l'Italia una fogna del malaffare
e del malcostume. Dalle continue ricerche della
magistratura affiorano quotidianamente rapporti
putrescenti tra imprenditori, servitori dello Stato,
politici, criminali, prostitute e così via. Il vortice di
fango sembra non fermarsi e soprattutto non
risparmiare nessuno. Noi, al momento lasciamo
che la magistratura compia i suoi accertamenti e
che questa girandola impazzita possa finalmente
trasformarsi in una situazione più chiara e delineata,
senza eccessive stratificazioni torbide e opache;
ma sicuramente non è possiamo non ricordare che il
tutto sembra essere partito proprio dalla piana di
Castello, di cui Spazi docili si interessò ormai un anno
fa (scorrendo a ritroso il blog ne vedrete delle belle).




Inoltre, sembrerebbe che l'inchiesta si stia spostando
sui cantieri dei "nuovi"Uffizi di Firenze e, guarda caso,
sull'area dell'Ex Panificio Militare e della Manifattura
Tabacchi. Queste due zone sono anch'esse già state
oggetto di documentazione e ricerca per Spazi docili
( sempre scorrendo il blog potete trovare le foto e i
rendiconto delle derive effettuate).


Queste aree, ovviamente interdette e off limits,
sono state da sempre ritenute da Spazi docili per
l'appunto zone strategiche di notevole interesse
per il legame malsano tra politica, spazio pubblico
e varie tipologie di speculazioni. Il nostro progetto
ha sempre cercato di dialogare con l'Istituzione
per poter almeno visionare e documentare lo stato
di questi immobili e delle aree connesse, ma la
risposta è stata sempre negativa. Adesso crediamo
di aver finalmente compreso le motivazioni.
Attendiamo allora che sia fatta chiarezza anche
sull'ultimo grande mistero dell'incompiuto fiorentino.
Aspettiamo di conoscere la storia del Meccanotessile,
anch'essa area interdetta per Sapzi docili. Chissà
che non riusciremo a capire presto, anche in quel
caso, le reali motivazionidi tanti dinieghi.

giovedì 19 novembre 2009

Art System 2

Su Teknemedia è comparsa una intervista ad Adriana Polveroni, autrice di "Lo Sboom. Il decennio dell'arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale", un testo sulla crisi del sistema dell'arte internazionale. Alcune considerazioni ci sembrano assai attuali, contemporanee.

On Teknemedia, one of the most important italian art websites, showed up an interview with Adriana Polveroni, author of "Lo Sboom. Il decennio dell'arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale", an essay about the crisis of the international art system. We think some of the ideas in the text are really current, contemporary.

Website: http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html

Art System 1

Terminata la discussione online e sgonfiatosi lo scandalo, possiamo segnalare la descrizione della vicenda del Premio Cairo 2009 (e relative polemiche nelle repliche) pubblicata da Exibart. Per tutti coloro che hanno fiducia nel sistema dell'arte (italiano) e partecipano con entusiasmo a premi, concorsi, manifestazioni.

The online discussion is finished and the scandal decreased. That's why we can finally point out the description of the Cairo Prize 2009 incident - you'll read a lot of controversies in the posts - as published by one of the most important italian art websites, Exibart. It's adressed to everyone who trusts the (italian) art system and to them who partecipate with enthusiasm to prizes, calls, events.

Website: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=2938

sabato 24 ottobre 2009

"Rinasce il Giardino dell'Orticultura" / "The Orticultura Gardens revives"

Spazi docili è lieto di apprendere da un articolo del 24 ottobre 2009 pubblicato sul quotidiano Il Firenze che il Giardino dell'Orticultura risorgerà. In Comune sarebbe arrivato il via libera della commissione cultura per un intervento di recupero delle strutture, compreso il Tepidarium Roster che dovrebbe finalmente tornare ad essere visitabile.
Spazi docili ha in questi mesi richiamato l'attenzione della città e delle varie realtà politico-amministrative sul caso della Serra Grande, ad esempio attraverso l'installazione
In disciplina loci realizzata per la Triennale dell'Ordine degli Architetti di Firenze. Ecco alcune foto degli interventi portati a termine proprio dentro il Tepidarium nel mese di Settembre:

Spazi Docili [Docile Spaces] is delighted to find out about the 'resurrection' of the Orticultura Gardens, as read on the daily Il Firenze on October, 24th. The City Council should have received the go-ahead from the Culture Committee to recover the whole place. The Glasshouse (Giacomo Roster's big Tepidarium) will be open again too.
In the last months Spazi Docili [Docile Spaces] called the city and politicians attention to that very place, for example with the
In disciplina loci installation, produced for the Florence Architecture Triennale. These are some photos of the works installed on September inside the Glasshouse:

domenica 18 ottobre 2009

"La sagra (anonima) della creatività"

"Se fosse possibile catapultare all'interno della Fortezza un visitatore completamente ignaro e quindi chiedergli di dedurre il tema unificante e il titolo del Festival, scommetto che la parola "creatività" non uscirebbe tra le prime cento. La dimessa sezione di gastronomia fa pensare ad una sagra di media importanza; i numerosi quanto grigi stands di istituzioni e aziende in cerca di legittima pubblicità evocano le edizioni più pletoriche della trapassata Festa dell'Unità; infine, le performances di varia natura, le installazioni artistiche e le sezioni urbanistiche ed architettoniche (pure non prive di singole presenze interessanti) rinviano ad una sorta di edizione a scartamento molto, ma molto ridotto della Biennale, o della Triennale."

Citiamo da un articolo del Prof. Tomaso Montanari dell'Università Federico II di Napoli apparso domenica 18 ottobre 2009 sul Corriere Fiorentino. L'argomento del dibattere, come si può facilmente dedurre dalle poche righe riportate, è il Festival della Creatività di Firenze. Spazi docili conviene con l'analisi critica del Prof. Montanari, trovandola in linea con le motivazioni che ci hanno spinto a ritirare la presentazione del nostro progetto e che abbiamo segnalato attraverso comunicato stampa.

sabato 3 ottobre 2009

Il Meccanotessile ancora protagonista - 03.10.09

Le affermazioni perentorie del sindaco Renzi circa la vendita dell'area del Meccanotessile hanno riaperto il dibattito sulla destinazione di uno degli Spazi docili fiorentini. E dire che proprio il nostro progetto aveva riportato il tema di quest'area all'attenzione pubblica attraverso una serie di interventi, tra cui la recente installazione per la Triennale dell'Ordine degli Architetti, da ignoti rovinata e in parte trafugata (si vedano i post in coda).
Ecco come il mondo politico fiorentino risponde al sindaco Renzi oggi, sabato 3 ottobre:
sulle pagine de La Repubblica si mostrano favorevoli alla vendita dell'area Meccanotessile l'assessore regionale Paolo Cocchi e il sindaco di Scandicci Simone Gheri, che ricorda: "la contemporaneità diffusa va benissimo, ma va pensata su dimensione metropolitana (...) Io intendo cioè un sistema di luoghi che vada oltre i confini di Firenze e abbracci l'area metropolitana, con i suoi punti d'eccellenza della contemporaneità. Compresi Prato e il Pecci".
Ma non tutti si trovano concordi con le affermazioni del sindaco; la capogruppo di Perunaltracittà Ornella De Zordo richiede un chiarimento in consiglio sul progetto di vendita, ricordando l'importanza della pianificazione partecipata.
Anche Valdo Spini replica che a Firenze manca del tutto uno spazio dedicato alla produzione culturale che rappresenti i fermenti e le tendenze artistiche attuali. E aggiunge: "Non esiste un luogo dove gli artisti, fiorentini e non, possano incontrarsi, scontrarsi, dialogare ed esporre le loro opere".
Oltre alle accese discussioni sull'area segnaliamo l'articolo de Il Nuovo Corriere di Firenze, che titola in prima pagina: "Il Meccanotessile? E' invendibile" e l'ex assessore alla Cultura, Simone Siliani, afferma che "l'edificio è vincolato dai beni culturali e buona metà è destinata a centro d'arte. E non si può cambiare".
Parole forti contro parole forti. Lo stato dell'intera area, intanto, non fa che mostrare ancora una volta la drammatica mancanza di idee lungimiranti e programmatiche su spazi pubblici fondamentali per la rinascita culturale di Firenze.

venerdì 2 ottobre 2009

Novità sull'area dell'Ex Meccanotessile

Il titolo dell'articolo apparso venerdì 2 ottobre 2009 su La Repubblica di Firenze appare perentorio: "Renzi: Venderò il Meccanotessile".
L'articolo si apre con la chiara volontà del sindaco di chiudere l'annosa questione del Meccanotessile come Centro per le arti contemporanee. Annuncio che il sindaco Renzi aveva già dato durante la trasmissione televisiva di Tele 37 Telekomando, la sera del 1 ottobre 2009.
Le idee, infatti, sembrano chiare. Sì a spazi dedicati all'arte contemporanea, secondo un altro articolo in cui le parole dell'Assessore Giuliano da Empoli riprendono il pensiero del sindaco: "Penso alle Murate, alle Piagge, all'exQuarter di Gavinana, alla Manifattura Tabacchi" (è un errore o il Centro per le arti contemporanee migra alla Manifattura Tabacchi?). La vendita dell'area del Meccanotessile, invece, impedirà la nascita di un Centro per le arti contemporanee immediatamente in competizione con il Museo Pecci di Prato e permetterà un recupero ambientale e socialmente sostenibile che prenderà l'inevitabile forma di zona abitativa, scuole, spazi verdi (insieme ai parcheggi le uniche concezioni di spazio pubblico che a Firenze si riescono a concepire) e poche attività commerciali.
Alla domanda sul Meccanotessile come grande centro per l'arte contemporanea il sindaco Renzi ha risposto: "Non voglio un contenitore per l'arte, ma voglio una contemporaneità diffusa in tanti luoghi diversi di Firenze".

domenica 23 agosto 2009

Andrea Camilleri: Cos'è un italiano? / What an Italian is?

Dove nascono gli spazi docili: il grande scrittore Andrea Camilleri descrive "l'italiano".

Where docile spaces take form: the great writer Andrea Camilleri describes "the Italian".

martedì 30 giugno 2009

Tutela vs valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico-artistico in Italia / Preservation vs valorisation of landscape and monuments in Italy

Su Teknemedia è comparso un articolo dell'avvocato Andrea Pizzi che spiega in maniera chiara come nella Costituzione italiana la tutela del territorio e dei monumenti debba prevalere sulla loro valorizzazione (=sfruttamento commerciale). Le sottolineature sono mie.

On the Teknemedia website showed up an article by the lawyer Andrea Pizzi which clearly explains how in the Italian Constitution the land and monuments' preservation must prevail on their valorisation (=commercial exploitation). I underlined some sentences.

Website: http://www.teknemedia.net/



Ai sensi dell’art. 9 della Costituzione la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il patrimonio culturale del Paese è elemento essenziale della nostra identità e si tutela con lo studio e la cura, grazie al lavoro degli esperti. In questo senso la struttura delle soprintendenze è idonea all’applicazione concreta del dettato costituzionale. Le continue riforme e modifiche legislative, però, invece di agevolarne il funzionamento, hanno inciso negativamente, affaticando il sistema, diminuendo i fondi e riducendo il personale. Malgrado ciò, i nostri soprintendenti hanno tutelato il nostro patrimonio, con professionalità e competenza. Ai sensi dell’art. 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, la valorizzazione del patrimonio culturale consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio stesso e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e di fruizione pubblica. Il fine della valorizzazione è di promuovere lo sviluppo della cultura e deve essere attuato in forme compatibili con la tutela e tale da non pregiudicarne le esigenze, anche attraverso la partecipazione di soggetti privati, singoli o associati. Per il perseguimento delle finalità così indicate, l’art. 111 dello stesso Codice prevede infatti che l’attività di valorizzazione dei beni culturali possa essere a iniziativa pubblica o privata, consistendo nella costituzione e organizzazione stabile di risorse, strutture o reti e nella messa a disposizione di competenze tecniche e risorse finanziarie e strumentali. Il concetto di valorizzazione è dunque chiaramente espresso in senso pubblicistico.
Il problema è che, nella prassi corrente, il concetto di valorizzazione tende a essere considerato in senso meramente privatistico e quindi di tipo essenzialmente commerciale, votato al profitto, spesso a breve termine. Dai beni culturali, invece, bisogna generare cultura, non ricavi; che è nobilissima arte, ma non è l’obiettivo espresso dai padri costituenti e dal legislatore ordinario al riguardo. I beni culturali non sono beni da mettere a reddito. Il museo non è da valutare sulla base del denaro che riesce a generare.
Diverso è pensare che la società cambia e, così, si evolve anche la domanda di fruizione culturale. Possono essere migliorati o aumentati i servizi connessi, creati nuovi posti di lavoro, anche in quell’ambito privato che, ovviamente, deve generare un lucro dalla propria attività. Possiamo senz’altro pensare che una migliore valorizzazione e fruizione dei nostri beni culturali possa rendere l’Italia un posto ancora più interessante e piacevole da visitare per gli italiani e per gli stranieri; che tutto ciò faccia lavorare i nostri alberghi, ristoranti, bar, negozi, etc. Ma i beni culturali sono una cosa e il turismo un’altra. Ben venga la sponsorizzazione e il mecenatismo da parte dei privati nell’opera di valorizzazione (e anche di tutela) dei nostri beni culturali, che è cosa completamente diversa dal “mettere a reddito”. Occorre impedire che il nostro patrimonio culturale, che è stato preservato con incredibili sforzi da parte dei nostri soprintendenti, possa essere consegnato al mero interesse economico di gruppi privati, che non è il nostro diretto interesse. Come cittadini dobbiamo pretendere che il nostro patrimonio sia conservato, studiato e tutelato, che sia regolato da leggi degne, non da pezze normative e mezze riforme continue. Dobbiamo pretendere che l’amministrazione statale e gli enti locali (cioè noi stessi) possano proporre la propria azione culturale al meglio delle possibilità, anche attraverso l’attività e il supporto dei privati. La valorizzazione sia valorizzazione reale, alla luce del Codice dei beni culturali vigente, non il cavallo di Troia per consegnare il nostro patrimonio ai privati. Non dobbiamo permettere che venga demonizzato il sistema delle soprintendenze, che passino concetti come quello del giacimento di “petrolio culturale” da far estrarre e commercializzare da sapienti mani private, dei famosi “scantinati” di musei “pieni di beni culturali abbandonati e polverosi” che altri potrebbero utilizzare.
Ben vengano invece i manager, gli esperti di marketing, etc., se possono aiutarci nella reale e concreta valorizzazione alla luce della normativa vigente. Il problema non è rappresentato da loro ma dal concetto stesso di valorizzazione e dai suoi necessari limiti. Nel frattempo, anche il Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 2 marzo 2009 (n° 510/2009), proprio esaminando lo schema di D.P.R. recante modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, rilevava, tra le altre cose, che il Codice dei beni culturali distingue nettamente tra tutela e valorizzazione, subordinando quest’ultima alla prima, “sicché nel contrasto che si dovesse creare tra la tutela alla cui cura è dedicata una certa struttura amministrativa, e la valorizzazione, rientrante nelle competenze di altra struttura amministrativa, dovrebbe sempre prevalere la tutela e non la valorizzazione.” Inoltre, proprio con specifico riferimento alla creazione della nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, per lo stesso Consiglio di Stato occorre “prendere atto che la valorizzazione dei beni culturali costituisce una materia trasversale, che va a toccare le competenze delle altre direzioni centrali e delle direzioni regionali. Di qui il rischio di sovrapposizioni e di non chiare delimitazioni di confine, sicché la Sezione non può non raccomandare all’Amministrazione un’attenta revisione delle varie competenze, in modo da evitare che materie specifiche, attinenti alla valorizzazione, siano attribuite ad altre direzioni generali e che le competenze della Direzione generale per la valorizzazione vadano inevitabilmente a toccare le materie riservate alle altre direzioni generali.” Considerati proprio i rilievi espressi dal Consiglio di Stato, sarà senz’altro opportuno attendere il momento della compiuta regolamentazione della nuova Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale per un’attenta valutazione al riguardo.

domenica 28 giugno 2009

"Regole di comportamento" / "Code of conduct"

Nel centro storico di Firenze sono comparsi dei manifesti con "Regole di comportamento". Ecco un esempio:

In the historic district of Florence showed up some billboards with a "code of conduct":


mercoledì 27 maggio 2009

Presentazione a Zona d'Ombra (Novaradio) del progetto Spazi docili / Radio interview and presentation of the project @ Novaradio

L'intera trasmissione radio Zona d'Ombra con la presentazione e l'intervento di Spazi docili è scaricabile gratuitamente all'indirizzo:

That's the link to the full radio transmission Zona d'Ombra @ Novaradio with the presentation and interview about Spazi Docili [Docile Spaces]:

Website: http://www.sendspace.com/file/tejxx4

sabato 23 maggio 2009

21.05.09: Spazi docili a Novaradio Città Futura - Zona d'Ombra / Radio interview @ Novaradio Città Futura



Giovedi 21.05.09 il progetto Spazi docili è stato presentato alla trasmissione Zona d'Ombra sulle frequenze di Novaradio Città Futura. L'incontro ha rappresentato un'ottima occasione per trattare le motivazioni e i temi fondamentali del progetto.

On May 21st Spazi Docili [Docile Spaces] was presented during the program Zona d'Ombra @ Novaradio Città Futura. A radio interview to talk about the main goals of the project.

lunedì 2 marzo 2009