venerdì 28 giugno 2013

The Wall (archieves) #8 - 27.06.2013




Borgo Loreto/SP
via Loreto 1 - 26100 Cremona
apertura dal 28 giugno al 30 agosto 2013
giorni giovedì venerdì e sabato 9-13 e su prenotazione


Spazi Docili

Gioie Fiorentine
progetto per ‘The Wall’ di Pietro Gaglianò

Il progetto ‘Gioie Fiorentine’ intende esaminare in maniera sistematica quanto l’immaginario sessuale plasmi la forma esteriore e simbolica di una città e quanto esso ci possa influenzare, in maniera soprattutto inconscia, nella comprensione e nell’esperienza di un luogo.

Il potere usa da sempre l’inconscio (anche sessuale – vedi Berlusconi o Mussolini) per far penetrare più in profondità la propria presa. In paesi di cultura tradizionale, patriarcale, clericale come l’Italia esso è legato strettamente ad un immaginario di stampo maschile/maschilista. I luoghi (sia quelli simbolici che quelli pubblici o ordinari) si rivestono perciò di una ‘patina rappresentativa’ dalle svariate risonanze semiotiche tra le quali quella sessuale non manca mai.

Il potere per esprimersi deve incarnarsi e materializzarsi/prendere forma. E i modelli sessuali rappresentano uno dei suoi vettori più potenti con le loro dinamiche di dominazione, subordinazione, accoglienza, cedevolezza.
La classe politica di un luogo è sempre causa ed effetto della cultura locale e dell’immaginario (estetico come sessuale) locale. E la Firenze di oggi non sfugge alla regola.

Confrontandoci con il tema di ‘The Wall’ abbiamo convenuto da subito nell’interpretare l’idea di ‘muro’ non come rigida separazione ma come confine osmotico, come diaframma tra due aree di senso attigue.
Il lavoro che proponiamo va in questo senso esplorando il confine che delimita/definisce la rappresentazione e la strumentalizzazione politica, l’usare un luogo e l’essere usati da esso e dall’idea di Potere che esso contiene.
La classe politico-burocratico-amministrativa italiana ci rende quotidianamente donne-oggetto e uomini-oggetto imponendoci le conseguenze della propria incapacità. Spazi Docili vuole ribaltare questa dinamica attraverso l’uso dei linguaggi estetici e dimostrare quanto sia facile, per artisti ed intellettuali che lo vogliano fare, manipolare il punto di vista attraverso il quale guardiamo i potenti. Una volta tanto gli ‘oggetti’ siano loro.



Spazi Docili [Docile Spaces]
Gioie Fiorentine [Florentine delights]
For Pietro Gaglianò’s project ‘The Wall’

The ‘Florentine delights’ project analyzes in a systematic way how the sexual imagery shapes the outward and symbolic form of a city and how it is able to affect us, especially in an unconscious way, in the understanding and in the experience of a place.

Power has always used the unconscious (including the sexual one - see Berlusconi or Mussolini) to penetrate deeper into society. In countries of traditional, patriarchal, clerical culture as Italy, Power is closely linked to a male/macho imagery. Every kind of place – symbolic, public or even ordinary ones - has therefore a sort of ‘representative skin’ which has various semiotic resonances, and the sexual one is always present.

Power has to incarnate and materialize/take shape to express itself. And the sexual models are among its most powerful carriers with their dynamics of domination, subordination, acceptance, compliance.
The political class of a specific place is always cause and effect of the local culture and of the local - aesthetic or sexual - imaginary. Today’s Florence is no exception.

Focusing on 'The Wall', we agreed immediately to interpret the idea of a ‘wall’ not as a strict separation but as a permeable border between two areas of contiguous sense.
‘Florentine delights’ goes in this direction exploring the boundary that demarcates/defines the political representation and manipulation, the use of a place and the fact of being used by it with the idea of Power which it contains.
The Italian political-bureaucratic-administrative class turn us every day into object-women and object-men imposing on us the consequences of its incompetence. Spazi Docili [Docile Spaces] wants to reverse this dynamic through the use of aesthetic languages. We aim to demonstrate how easy it is, for willing artists and intellectuals, to manipulate the point of view through which we look at the powerful people. For once, they can be the 'objects'.
 
 
 
 
Un progetto di
Pietro Gaglianò

in collaborazione con
B.go Loreto/SP e la partecipazione del Laboratorio di Quartiere - Dammi il 5 in rete, il gruppo Abi-tanti della Terra e CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea

Giovedì 27 giugno alle ore 18.00, negli spazi di B.go Loreto/SP, inaugura The Wall (archives) #8 – beyond the railway, nuova edizione del progetto che coinvolge artisti, curatori e studiosi chiamati a partecipare con un contributo formale o teorico per creare un archivio mobile: una piattaforma per il dibattito dalla quale scaturiscono esperienze di formazione e laboratori di mappatura sensibile dello spazio sociale.
A Cremona il progetto si colloca con precisione ai margini della città, oltre la ferrovia che separa Borgo Loreto dal centro storico, per una indagine sulla periferia come luogo di decantazione e nuova propulsione culturale. Nato in collaborazione con B.go Loreto/SP e CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea, The Wall #8 prevede la realizzazione di un laboratorio rivolto agli studenti del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” e ai giovani creativi del territorio. Le attività saranno incentrate sull’interpretazione di alcune condizioni di permeabilità dello spazio pubblico e confluiranno in una formalizzazione che verrà presentata in occasione dell’inaugurazione.
Verrà realizzato un secondo laboratorio dedicato alle insegnanti delle scuole cremonesi e incentrato sui temi della comprensione della diversità sociale e della sua valorizzazione.
Per tutto il periodo di permanenza nello spazio di Borgo Loreto, i materiali di The Wall (archives) saranno a disposizione del pubblico in libera consultazione.
The Wall (archives) è nato nel 2010 per aprire un dibattito intorno al concetto di muro, a partire dalla definizione geopolitica di frontiera per esplorare le più diverse interpretazioni sociali, culturali, territoriali, estetiche. Il progetto sviluppa un modello discussione sui linguaggi contemporanei e di comunicazione con il pubblico che reinterpreta la prassi contemporanea dell’archiviazione in funzione creativa. I materiali raccolti sono di qualsiasi natura e formato: performance, video, foto, disegni, o altre opere, testi originali, documenti, libri, riviste, dichiarazioni verbali. The Wall (archives) si muove di città in città ampliandosi col lavoro di nuovi autori incontrati lungo il percorso e assumendo ogni volta un profilo diverso sul piano della condivisione con il pubblico e dei dispositivi messi in opera. Nel corso delle precedenti edizioni, a Firenze, Roma, Bologna, Lecce, Città del Lussemburgo, Santa Croce sull’Arno (Pisa), Cosenza, ha presentato i contributi di oltre 160 autori e ha avviato progetti specifici con le istituzioni e con gli enti di formazione.

http://www.thewallarchives.net/spazidocili.html

sabato 8 giugno 2013

Le viscere del Meccanotessile workshop + talk (Area Meccanotessile e complesso Le Murate)


 Le Viscere del Meccanotessile 
workshop e azione collettiva all'interno della struttura Ex-Officine Galilleo (Meccanotessile)
6 giugno 2013 






Alle 19, al complesso delle Murate, presso la Sala Vetri, Spazi Docili presenterà l'intervento effettuato durante il workshop di giovedì 6 giugno 2013 dentro la struttura del Meccanotessile. Sarà una occasione per raccontare le dinamiche estetico-burocratico-politiche che abbiamo potuto osservare tutti insieme da vicino, per sentire il punto di vista di coloro che hanno partecipato al workshop e discutere del destino dell'area.

At 7 pm, at Le Murate complex in Florence, Italy, Spazi Docili [Docile Spaces] will present the interventions made during the workshop of Thursday, June 6th, 2013 inside the Meccanotessile (former Mechano-textile) complex. It will be an opportunity to describe the aesthetic-political-bureaucratic dynamics we could closely observe, to hear the point of view of those who attended the workshop and to discuss the future of the area.




 

giovedì 23 maggio 2013

Gli spazi urbani fra diritto alla città e capitalismo - talk all'Accademia di Belle Arti di Firenze


Gli spazi urbani fra diritto alla città e capitalismo
giovedì 23 maggio 2013 – dalle ore 17, aula cenacolo
Accademia di Belle Arti di Firenze

Spazi Docili aderisce con entusiasmo al ciclo di incontri 'Gli spazi urbani fra diritto alla città e capitalismo'. Alla finta partecipazione propinataci quotidianamente dal sistema politico e dal sistema dell’arte bisogna reagire diffondendo e discutendo nuovi modelli interpretativi ed operativi del reale. Invitiamo tutti coloro che si sentono distanti dall’attuale agire dell’establishment politico-economico-culturale ad essere presenti e a dare il proprio contributo alla discussione.

Intendiamo usare questo incontro per dare agli studenti dell’Accademia alcuni strumenti pratici e teorici su come costruirsi un PROPRIO progetto di arte pubblica, spiegando il lungo processo che ci ha portati da Progetto Isole (Palermo, dal 2005) a N.EST (Napoli, dal 2007) a Spazi Docili (Firenze, dal 2008).
La seconda parte dell’incontro sarà dedicata al confronto con il pubblico e alla discussione del ruolo civico e politico di artisti e intellettuali all’interno della società.

Gli spazi urbani fra diritto alla città e capitalismo (Urban spaces: capitalism and the right to the city)
Thursday, May 23th, 2013 - from 5.00 pm, aula cenacolo
Academy of Fine Arts, Florence, Italy

Spazi Docili [Docile spaces] takes part with enthusiasm to the 'Urban spaces: capitalism and the right to the city' series of meetings.
It’s vital to react to the fake participation the political system and the art system is foisting on us on a daily basis, spreading and discussing new models to interpret and impact on the real. We invite all those who feel distant from the current actions of the political-economic-cultural establishment to be present and to contribute to the discussion.

We intend to use this meeting to give the students some theoretical and practical tools on how to develop their OWN public art projects, explaining the long process that has brought us from Progetto Isole (based in Palermo since 2005) to N.EST (based in Naples, since 2007) to Spazi Docili [Docile spaces] (based in Florence, since 2008).
The second part of the meeting will be dedicated to a debate with the public and to a discussion about the civic and political role of artists and intellectuals in society.

Organizzato da: Collettivo di Lettere e Filosofia, Consulta degli studenti dell'Accademia:

“Nell’università dequalificata ed espropriata della sua funzione sociale, abbiamo deciso di rivendicarne un’altra: un’università sociale, libera e gratuita.
Lottare per l’Università Sociale significa oggi contrapporsi ai processi di definanziamento, privatizzazione e aziendalizzazione del pubblico; rivendicare vecchi e nuovi diritti, servizi per il diritto allo studio che consentano alla massa di studenti e studentesse precarie di vivere e studiare senza l’ansia del presente e l’angoscia del futuro; organizzare contro corsi come ipotesi di lavoro per la politicizzazione del soggetto studentesco e per la produzione di un’analisi della società ormai scomparsa dai nostri dipartimenti, con cui sperimentare nuove forme di studio, discussione e crescita collettiva.

Controcorsi da costruire con tutti i soggetti (dottorandi e ricercatori in primis) che vivono, studiano e lavorano nell’università contro-riformata.
Controcorsi come strumento d’analisi dei meccanismi che stanno determinando le crisi economiche, le scelte energetiche, le strategie di guerra, l’evoluzione del diritto.
Controcorsi per l’elaborazione di un sapere fatto di analisi collettiva, di critica, di dibattito ma non solo.”

http://collettivoletterefilosofia.noblogs.org/2013/04/04/gli-spazi-urbani-fra-diritto-alla-citta-e-capitalismo/

lunedì 25 febbraio 2013

Lab_Co e Spazi Docili


Lab_Co, progetto di intervento sul territorio focalizzato sull’ex Cotonificio di Alghero (complesso che sotto alcuni aspetti ci ricorda l'ex Meccanotessile di Firenze), ha dedicato un focus a Spazi Docili, nell'ambito della ricerca di esperienze complementari alla loro.

 veduta area dell'area ex Meccanotessile (Firenze)

Visto il momento attuale di smobilitazione politica ed economica, la necessità di lavorare alla costituzione di un network italiano di progetti critici di intervento sul territorio, come si chiede ormai da più parti, ci sembra quantomai pressante.

http://labcoalghero.wordpress.com/cosa-succede-altrove/in-italia/spazi-docili-firenze/


sabato 16 febbraio 2013

Borderlife/Talk presso il Vivaio del Malcantone - Firenze


BORDERLIFE//TALK
Riflessioni attorno al riuso degli spazi abbandonati
Intervengono: Spazi Docili, Vaia Balekis, Trial Version e Temporiuso

Sabato 16 febbraio 2013 – ore 18
Modera Pietro Gaglianò

Cosa vuol dire area ‘dismessa’?
È una categoria economica? Politica? Architettonica? Estetica? Sociale? Urbanistica?
In base a quali considerazioni si possono accomunare edifici/complessi/aree le cui situazioni sono non di rado completamente diverse tra di loro?
Ha senso limitarsi a censire tali spazi senza cercare di comprendere i motivi che li hanno portati alle loro condizioni attuali?
Qual è il loro vero potenziale?
L’uso degli spazi – pubblici e non – a Firenze può essere una chiave di lettura per comprendere il declino delle classi dirigenti italiane?
Più che di nuovi spazi non abbiamo forse maggiormente bisogno di nuovi immaginari?
Studiare gli spazi produttivi (funzionanti o meno), gli spazi pubblici e il loro uso da parte del Potere può permettere ad artisti e intellettuali di sviluppare schemi operativi di intervento utili alla società?
L’arte contemporanea è in grado di geneare - e applicare - strumenti cognitivi e modelli politico-sociali basati sull'intuizione (vedi A.Zmijewski)?
Il sistema dell’arte, nell’usare acriticamente le risorse – spazi, fondi, servizi - che il Potere politico-economico gli mette a disposizione, non accetta così implicitamente di legittimarne l’azione?
L’ideologia e la propaganda sono davvero terminate con la caduta del muro di Berlino, come si affannano costantemente a ripetere svariati soggetti (curiosamente tutti di vedute neo-liberiste)?
In che misura e secondo quali modalità devono essere coinvolti i cittadini nelle decisioni riguardanti gli spazi pubblici?
Qual’è oggi il significato della parola ‘pubblico’?








www.ilvivaiodelmalcantone.com
IL VIVAIO DEL MALCANTONE _centro di ricerca e pratica culturale
Via del malcantone 15, Firenze

venerdì 28 dicembre 2012

Tomaso Montanari su Spazi Docili in 'Giovanni Urbani, Per una archeologia del presente' (Skira, 2012)


Giovanni Urbani, Per una archeologia del presente - Scritti sull’arte contemporanea
a cura di Bruno Zanardi, saggi di Giorgio Agamben e Tomaso Montanari. Skira, 2012, pp. 272

Dalla postfazione di Tomaso Montanari, pp. 250-252:
"Così, dove cercare? Dove cercherebbe, oggi, Giovanni Urbani?
Certo lontano dal grande mercato internazionale, oltre il circuito dei Guggenheim in franchising, fuori dai cosiddetti musei (i ridicoli acronimi italici che - dal Maxxi al Macro, giù giù fino al Madre - fanno il verso al MoMa).
Fuori da tutto questo, e cioè fuori dal cono di luce mediatico, esiste naturalmente molto altro. E chissà cosa avrebbe detto Giovanni Urbani se avesse potuto conoscere, per non fare che un esempio, due giovani "artisti visivi" di oggi come Christian Costa e Fabrizio Ajello.
Un loro progetto - nato nel 2008 con il foucaultiano nome di "Spazi Docili" - si presenta con parole che sembrano, insieme, la conseguenza e l'attualizzazione di quelle scritte da Urbani mezzo secolo fa. Ma esse sono parole di artisti, e non di storici dell'arte o critici più o meno militanti. Vale dunque la pena di citarle estesamente:

Pezzi di città abbandonati, negletti, ignorati. Edifici storici murati, giardini monumentali divenuti terra incolta, strutture industriali fatiscenti, luoghi di cultura lasciati morire. Qui il potere, divenuto alterità inconoscibile, ci osserva. Il potere di ignorare o di riqualificare, di cambiare comunque la vita delle comunità. Non siamo noi a guardare tali spazi, sono essi a scrutare noi e ad imbarazzarci, a schiacciarci.
I processi di globalizzazione e le crisi economiche ad essi legate stanno spingendo sempre più periferie, complessi industriali e, in genere, luoghi non immediatamente gestibili o sfruttabili verso l’abbandono e l’oblio. Come se ciò non bastasse in Italia da diversi anni sembra ormai del tutto smarrita la capacità di affrontare il territorio e di pianificare una sana vita culturale. Il punto di contatto tra queste due tendenze è costituito dalla sempre più frequente rimozione di intere parti delle nostre città e dal placido rifiuto di affrontarne i problemi.
Se ciò risulta drammaticamente evidente nel Meridione d’Italia, nelle città “a misura d’uomo” del ricco Centro-Nord questa congiuntura si declina semplicemente secondo forme diverse. Dove mancano le periferie l’incapacità gestionale e amministrativa penetra fin dentro i centri storici, cercando di nascondere sé stessa attraverso operazioni di facciata e comunicazione brillante. Ogni giorno, senza nemmeno riconoscerle, passiamo accanto a strutture che invece di generare reddito, offrire servizi, proporre discorsi culturali restano malinconicamente sprangate e non utilizzate.
Il progetto Spazi docili intende esplorare le modalità attraverso le quali realtà come Firenze smentiscono il proprio stereotipo di città aperta, accogliente, ricca, culturalmente dinamica. La sottrazione di intere aree dal vissuto cittadino sembra essere ormai da anni una delle forme privilegiate attraverso le quali le classi dirigenti rendono palese la loro incapacità di gestire il territorio, riqualificarlo o anche solo connotarlo attraverso politiche culturali.
Questo progetto intende partire dalla documentazione degli spazi attraverso un discorso eminentemente urbanistico-architettonico-funzionale come chiave di lettura per capire e affrontare la sconcertante irrilevanza, in campo culturale ma non solo, della classe politica italiana.
Secondo aspetto del progetto è quello dell’analisi dei materiali raccolti, attraverso il coinvolgimento di tecnici e ricercatori secondo un approccio multidisciplinare, in una continua riflessione critica e divulgazione dei risultati.
Terzo livello è quello artistico: partire dalla documentazione e comprensione razionale della realtà per arrivare alla comprensione empatica, di pancia, arazionale, secondo le forme dell'arte. I linguaggi artistici per creare nuovo immaginario connesso ai luoghi; per far concepire alle persone modi diversi di vedere ed usare i loro spazi; per far uscire i luoghi dal degrado, che parte sempre, prima di tutto, dalle categorie secondo le quali guardiamo e valutiamo la realtà, a prescindere da essa. Il giudizio è già dentro di noi. E solo l'arte cambia tali forme mentali, e anche nel breve periodo. Così l'arte può cambiare il mondo.

Ecco, leggendo un "manifesto" come questo, sentendo che qualcuno vuol 'essere artista' e 'fare arte' in questo modo e con questi obiettivi, viene da pensare che ancora potremo contare su occhi e su mani che ci aiutino a vedere il mondo, e a cambiarlo.
Forse Giovanni Urbani avrebbe trovato in questi timidi segni un buon motivo per non "abbandonare la partita". E noi con lui."



sabato 1 dicembre 2012

Il corpo mistico di Matteo Renzi / The ‘mystic’ body of Matteo Renzi

ArtVerona 2012 è stata l’occasione per far emergere una modalità operativa di Spazi Docili che si sta progressivamente trasformando in un corpus di lavori.
Da tempo siamo convinti (vedi la processione della statua di S.Orsola o le azioni con gli ex voto in silicone) che i linguaggi del sacro adoperati in un contesto pubblico risultino fecondamente stranianti e portatori di alterità, qualora non banalizzati.

Dopo una lunga discussione il lavoro da portare a Verona ha preso la forma di una installazione relazionale incentrata sul corpo mistico del politico che più è sembrato avere negli ultimi tempi virtù taumaturgiche: Matteo Renzi.

The ArtVerona 2012 art fair has been an opportunity to show a Spazi Docili [Docile Spaces] aesthetic practice which is gradually turning into a series of works.
We are convinced since a long time - see the procession of the St. Ursula statue or the actions with silicone ex-votos - that the languages ​​of the sacred, if not trivialized, can be fruitfully uncanny and convey a sense of otherness in a public context.

After a long discussion the work to show in Verona took the form of a relational installation focused on the ‘mystic’ body of the Italian politician which more than anybody else in the last times seemed to have miraculous virtues: the Mayor of Florence, Matteo Renzi.


Era fondamentale per noi realizzare un lavoro che NON fosse univocamente leggibile come positivo o negativo, apologetico o stroncatorio, ma che preservasse la ricchezza di relazione e interpretazione che ogni cittadino, elettore e appassionato d’arte ha nei confronti della classe politica italiana.
Abbiamo perciò rappresentato Renzi come si rappresenta la Madonna o i Santi in area meridionale/mediterranea: il solo volto (come nelle icone) ritagliato in un tessuto assai ‘presente’ che copre allo sguardo il resto del corpo, gli ex voto per grazia ricevuta disposti anarchicamente tutto all’intorno e scintillanti, l’immancabile cornice dorata di dubbio gusto.

It was essential for us to produce a work which COULDN’T be univocally considered as positive or negative, exalting or criticizing. We wanted to preserve the complexity of the relation and interpretation which every citizen, elector and art enthusiast has towards the (Italian) political class.
That’s why we represented Renzi as it’s usual to represent Madonnas or Saints in the Southern/Mediterranean part of Italy: the sole face (as in icons) cut out in a very ‘evident’ fabric which covers the rest of the body, the ex-votos – per grazia ricevuta: to thank for a received grace – anarchically arranged all around and shining and the inevitable cheap golden frame.
lyhi ia ricevuta: grace - y, y,


Confidavamo nel fatto che quest’immagine, pur se fortemente apologetica (avendo in ogni caso assimilato Matteo Renzi ad un Santo o alla Madonna portatori di grazie), non venisse colta come tale in un ambito settentrionale e che di conseguenza fosse in grado di far emergere quello che più ci interessava: il rapporto dell’osservatore con il corpo taumaturgico del Potente/Santo.

We relied on the fact that this image, even if strongly celebratory (seeing that we compared Matteo Renzi to a Saint or to the Holy Mary bearer of graces), wouldn’t be perceived as such in the Northern part of the country and therefore that it would be able to highlight what we were interested about: the relationship of the observer with the ‘miraculous’ body of the Powerful Man/Saint.

 

Le reazioni non si sono fatte attendere: si sono avvicinate tantissime persone favorevoli a Renzi lodandoci poiché avevamo dato forma alla speranza che secondo loro egli esprime. Allo stesso modo si sono avvicinate tantissime persone non favorevoli a Renzi lodandoci poiché avevamo dato forma all’angoscia che secondo loro egli esprime.

We didn’t have to wait for reactions: a lot of people friendly to Renzi approached our stand praising us because we were able to give form to the hope which he embodies, in their opinion. In the same way a lot of people unfriendly to Renzi approached our stand praising us because we were able to give form to the anxiety which he embodies, in their opinion.

 

Abbiamo così avuto la conferma di essere riusciti a creare, attraverso l'uso dei linguaggi estetici, un dispositivo relazionale capace di essere interpretato in maniere anche diametralmente opposte, a seconda del sentimento degli osservatori. Un dispositivo in grado di generare sguardi, discussioni e confronto.

All this confirmed we were able to apply aesthetic languages to create a relational dispositif able to be interpreted even in completely opposite ways, depending on the feelings of the observers. A dispositif able to generate glances, discussions and confrontation.


L’uso di ‘materiali politici’ ha anche palesato quale rapporto con il reale il pubblico di una fiera d’arte sia disposto a concedere alle arti visive. Qual è il ruolo dell’arte? L’arte può seriamente interferire nelle dinamiche socio-politico-economiche o deve limitarsi ad essere artigianato di iperlusso per le classi abbienti?

The use of 'political materials' revealed also what kind of relationship with the real an art fair audience is willing to grant to the visual arts. What is the role of art? Art can seriously interfere with social-political-economic dynamics or should consist of extra luxurious handicraft for the upper classes?


La visibile disapprovazione o lo stupore costernato di parte degli osservatori (uniti ad una probabile incomprensione della simbologia del sacro adoperata) ha finito per dividere nettamente il pubblico tra entusiasmo e riprovazione, come da noi auspicato.
Spazi Docili ritiene infatti che l’arte non debba essere un lecca-lecca rassicurante capace di unire tutti gli astanti in una innocua piacevolezza, ma un dispositivo capace di dividere e di costringere le persone a prendere posizione.

The evident disapproval or dismayed astonishment of a part of the observers (combined with a likely misunderstanding of the symbolism of the sacred) clearly divided the audience between enthusiasm and reprobation, as we hoped.
Spazi Docili [Docile Spaces] believes that art should not be a reassuring lollipop able to unite the observers in a harmless pleasantness, but a dispositif able to divide and to force people to take sides.


sabato 17 novembre 2012

Spazi Docili @ Synthetic Zero, Bronx Art Space, New York

 
Spazi Docili [Docile Spaces]
Synthetic Zero

a cura di Mitsu Hadeishi e Jo Q. Nelson
Bronx Art Space, NY
305 E. 140th St., #1A, Bronx NY 10454
17 novembre, ore 19-22

Spazi Docili partecipa alla mostra Synthetic Zero con un video che racconta la costruzione della statua di Sant'Orsola e la processione in San Lorenzo.


Il convento si Sant’Orsola, fondato nel 1309, si trova nel pieno centro di Firenze, a meno di 500 m dal Duomo e a 200 m dalla chiesa di S.Lorenzo con le sue celebri tombe medicee realizzate da Michelangelo. Negli ultimi due secoli ha svolto le funzioni di scuola di equitazione, Manifattura Tabacchi, ricovero per sfrattati, Opera Universitaria. Nel 1985 nasce l’idea di realizzarvi una caserma della Guardia di Finanza. I lavori di ristrutturazione vengono interrotti nel 1990.

Da questo momento il complesso diviene inaccessibile, viene recintato da una gabbia di ponteggi e lamiere e diventa ‘ostaggio’ della burocrazia a causa delle difficoltà nello sbloccare un bene demaniale. Nel frattempo la zona si degrada con problemi di sporcizia, delinquenza e spaccio.

Il 21 ottobre 2009 Spazi Docili realizza con l'aiuto del quartiere e dell'Associazione ‘Insieme per San Lorenzo’ la statua di Sant'Orsola, che viene poi portata in processione per le vie di Firenze. Il clamore per questa azione riporta all’attenzione dei media e della città la vicenda del complesso.

Da allora la statua è divenuta proprietà collettiva degli abitanti del quartiere, che con orgoglio la espongono a rotazione nei locali e nei negozi dell’area.



Spazi Docili [Docile Spaces]
Synthetic Zero

curated by Mitsu Hadeishi and Jo Q. Nelson
Bronx Art Space, NY
305 E. 140th St., #1A, Bronx NY 10454
November 17th, 7-10 pm

Spazi Docili [Docile Spaces] takes part to the Synthetic Zero event with a video about the construction of the Sant'Orsola (St. Ursula) statue and the procession through San Lorenzo quarter.


The Sant’Orsola Monastery, founded in 1309, is in the very centre of Florence, less than 500 meters far from the Cathedral and 200 meters far from the church of San Lorenzo, which hosts the famous Michelangelo's Medici tombs. In the last two centuries it has been a riding school, a Tobacco Factory, a shelter for evicted people, a part of the Florentine University. In 1985 a project to use the convent for the Guardia di Finanza (Financial Police) barracks is approved. Renovations are interrupted in 1990.

From this moment the complex becomes inaccessible, enclosed by a cage of scaffolding and metal plates and is taken 'hostage' by the bureaucracy due to difficulties in releasing a property of the State. Meanwhile the area degrades with litter problems, delinquency and drug dealing.

On October 21st, 2009 Spazi Docili [Docile Spaces], helped by the people of the quarter and by the association ‘Insieme per San Lorenzo’ (Together for San Lorenzo), creates the statue of St. Ursula, which is then carried in procession through the streets of Florence. The sensation for this action calls again the media and city attention to the story of the complex.

Since then the statue has become a collective property of the people of the district, which proudly displays it in rotation in several venues and shops of the area.


 

performance
Steve Rossi - "Reciprocal Ladder" - sculptural performance - Beacon, NY  
Zeesy Powers - "I Will Tell You Exactly What I Think of You" - performance - Toronto, Ontario

experimental video
Nino Strohecker - "Adults Only" - Stockholm, Sweden  
Michael Betancourt - "Star Fish" - Savannah, GA  
Ellie Irons - "Phytoplastic" - Brooklyn NY  
Hope Esser - "And Both Shall Row" - Chicago, IL 
José Simões - "Pim Pam" - Porto, Portugal  
Stefan Riebel - "Untitled 25" - Berlin, Germany  
Davina Lee - "Bright" - Saint Lucia  
Hui Husan Hsu -"Reading" - Edinburgh, UK 
Peter Bo Rappmund - "Three/3: In the Ocean, On Land" - Laguna Beach, CA  
Chiara Passa - "Tales From Space" - Rome, Italy  
Spazi Docili - "Procession through San Lorenzo Market" - Florence, Italy  
Yoav Ruda - "In the Dark Room" - Tel Aviv, Israel  
Charles Chadwick - "1000 Years Alive" - South San Francisco, CA

installations
Chad Stayrook and Julia Oldham - "Anomaly Meter" - installation - New York, NY 
Heather Warren-Crow - "HashtagConfession" - audio installation - Milwaukee, WI  
Grace Kim - "Everness" - video installation - New York, NY / Berlin, Germany  
Lucho Soldevilla - "Manchinery" - video installation - Lima, Peru  
Josef Bares - "Crossing Yangpu Bridge" - video installation - Prague, Czech Republic  
Stefan Riebel - video installation and "Untitled 25" video - Berlin, Germany

still work
Nino Strohecker - photography - Stockholm, Sweden 
Alyssa Casey - sculpture - Brooklyn, NY 
Anna Lise Jensen - photography - Brooklyn, NY  
Laura F. Gibellini - mapping images - New York, NY  
Robert Gould - mixed media - Brooklyn, NY  
Annette Rusin - sculpture - Brooklyn, NY  
Lauren Puchowski - sculpture - Jersey City, NJ  
Steve Rossi - "Sidewalk Alchemy" and "Reciprocal Ladder" - prints and sculpture - Beacon, NY

 Spazi Docili - Processione attraverso il mercato San Lorenzo con la statua di Sant'Orsola (2009, foto Chiara Carlomagno)
Spazi Docili [Docile Spaces] - Procession through the San Lorenzo market with the Sant'orsola statue (
2009, photo by Chiara Carlomagno)

domenica 11 novembre 2012

Intervento di Spazi Docili in Santa Croce / Spazi Docili [Docile Spaces]'s intervention in Santa Croce

Piazzale Santa Croce, uno degli spazi più straordinari di Firenze, è stato concesso in questi giorni (3-11 novembre 2012) alla rassegna 'Florens' per ospitare una gigantesca installazione, definita dal suo autore, l'artista Mimmo Paladino, come site-specific.

Santa Croce square, one of the most exceptional spaces in Florence, has been granted in these days (November 3rd-11th, 2012) to the 'Florens' Festival to host a gigantic installation, defined by its author, the artist Mimmo Paladino, as site-specific.


L'installazione, una enorme croce costituita da blocchi di marmo ed elementi in metallo tipici della poetica di Paladino, è stata commentata massicciamente su vari media locali e nazionali come un grande successo a causa della partecipazione popolare.

The installation, a huge cross made ​​of marble blocks and metal elements - typical for Paladino - has been extensively commented on various local and national media as a great success due to the participation of the people.


Perplessi per questa insistenza dei media, abbiamo deciso di studiare il lavoro da vicino. E l'analisi dell'opera ci ha stimolato a portare nel mondo reale quello che è stato il nostro primo commento, a caldo, nel mondo virtuale, sulla pagina Facebook di Spazi Docili:

"Il sistema dell'arte italiano è un castello assediato difeso da una manciata di soldati che cerca strenuamente di impedire l'apertura di un qualsiasi varco. E non appena un varco, nonostante tutto, si apre, colui che è riuscito a penetrare nel sacro recinto corre immediatamente in soccorso degli assediati, incominciando a sua volta a buttare pietre e olio ardente su coloro che gli erano compagni fino ad un attimo prima. E così castello e corte rimangono sempre al loro posto, intangibili, imbelli e leggermente annoiati..."

Vedi online: facebook.com/SpaziDocili/posts/161781310635

Ne è risultato un intervento che è allo stesso tempo segno fisico, riflessione critica, immagine, manipolazione di media diversi, racconto, fotografia, discussione e confronto pubblico, statement politico...insomma un gran groviglio di segni.

Puzzled by the insistence of the media, we decided to study the artwork closely. The analysis of the work encouraged us to bring into the real world our very first comment, made in the virtual world of Facebook, on the Spazi Docili [Docile Spaces] page:

"The Italian art system is a besieged castle defended by a handful of soldiers who tries strenuously to prevent the opening of any breach. As soon as a breach, in spite of everything, is opened, the one who is able to penetrate the sacred precint immediately runs to besieged people's aid, beginning to throw stones and hot oil on those who were his companions until a moment before. So the castle and the court keep always their place, intangible, unwarlike and slightly bored ..."

Read it online:
facebook.com/SpaziDocili/posts/16181310635

The result was an intervention which is at the same time a material sign, a critical reflection, an image, a manipulation of different media, a story, a photographic work, a discussion and a public debate, a political statement ... in short, a great tangle of signs.


Ci è venuto naturale sfruttare la retorica della partecipazione dietro cui si è voluta nascondere questa operazione. Al pubblico infatti non è stato impedito il rapporto fisico con l'opera ("L'accesso all'opera è libero, ma si invita a procedervi con cautela. Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per i danni che possano derivare dal suddetto accesso" - non è chiaro cosa si intenda con 'accesso' e non è chiaro se si parli di 'danni' all'opera o ai suoi fruitori), che ben presto si è riempita di segni, spesso limitantisi a copiare la forma degli elementi in metallo, come auspicato dall'autore. Molte persone hanno fatto di tutto pur di portarsi a casa un souvenir, giungendo a spicconare i blocchi di marmo.

It was natural for us to exploit the rhetoric of participation shielding this whole operation. A physical access to the artwork was in fact not forbidden to the public ("The access to the work of art is free, but we strongly invite to proceed with extreme caution. The organisers decline any responsibility for any damages caused by above mentioned access" - it is not clear what is meant by 'access' and it is not clear whether they are talking about 'damages' to the artwork or to its users). The installation soon became full of signs, often simple copies of the shapes of the metallic elements, as asked by the author. Many people did anything to take home a souvenir, even breaking the marble blocks.


La nostra semplice azione di commento ha provocato interesse e sconcerto in quanto voce discordante. Molti hanno colto il carattere non estemporaneo o banale da scarabocchio nonché il valore di riflessione e di critica del nostro testo. Ne sono nate diverse discussioni con varie persone e un gran numero di fotografie della nostra 'aggiunta'. Come conseguenza stanno comparendo in questi giorni sul web foto del nostro testo con riflessioni collegate. Il gioco di specchi è riuscito.

Our simple commenting action caused interest and bewilderment as a dissenting voice. Many people noted the value of reflection and criticism of our text, not perceived as improvised or banal. Several discussions with various people and a large number of photographs arose from our 'contribution'. As a result in these days on the web are appearing photos of our text with personal reflections. The game of mirrors was successful.


Riguardo l'installazione in sé, non possiamo fare a meno di notare come essa sia un vero e proprio dispositivo estetico. Qualunque tipo di feedback, infatti, dall'accettazione totale al rifiuto totale, fino ad arrivare al tentativo di distruzione fisica dell'opera, è stato fatto rientrare nel dispositivo retorico spacciato dai media come 'partecipazione'.

Regarding the installation itself, we can't avoid to notice that it is a veritable aesthetic dispositif. Any kind of feedback, in fact, from total acceptance to total rejection, up to the attempt to physically destroy the artwork, turns out to be useful for the rhetorical dispositif passed off by the media as 'participation'.


Impensabile infatti che un cambiamento così enorme del paesaggio del quartiere/della città non generasse reazioni nella cittadinanza. Anche portare la sagra della porchetta o aprire un parco giochi per bambini avrebbe causato grande risposta popolare. Basta questo a definirla 'partecipazione'? Basta la mera presenza del pubblico, a prescindere dalla reazione, a definire come 'partecipativa' un'installazione del genere? Basta il fatto che si disegnino manine dove ci sono mani scolpite e stelline dove ci sono stelle in metallo per dichiarare l'opera un successo?

It's impossible to think that a so huge alteration of the district / city landscape would have not been able to cause reactions. A pork chop festival or a children's playground would have caused a great popular response as well. Is this enough to define it 'participation'? Is the mere presence of the public, regardless of the kind of reaction, enough to define as 'participatory' an installation like this? Is people drawing little hands near some carved hands and little stars near a metal star enough to declare this work a success?


E' come se alla finta partecipazione di eventi come i '100 luoghi' (quest'anno finiti assai male) il Potere sentisse la necessità di dare immagine visibile, tangibile, adoperando i linguaggi estetici e generando un intervento del genere.
Non si può fare a meno di notare come la medializzazione della politica degli ultimi decenni abbia ormai tramutato in orpello anche quelle pratiche socio-politiche novecentesche (come la 'partecipazione' propriamente attuata) che non meriterebbero di essere buttate nella pattumiera storica dell'occidente post-caduta del muro di Berlino.

It's as if the Power felt the urge to give a visible, tangible image to the fake participation of events such as the '100 places' (this year this event ended quite badly) using aesthetic languages ​​and generating an intervention like this.
One can not help but notice how the mediatisation of politics in recent decades has turned into a tinsel also these socio-political practices of the twentieth century (such as the properly implemented
'participation') which would not deserve to be thrown into the historic dustbin of the West post-fall-of-the-Berlin-Wall.


Questo tipo di interventi monumentali finisce invece per nascondere/rivelare dei modelli di potere molto chiari. E qui il messaggio per la gente è: potete fare quello che vi pare, tanto non cambia nulla. I cittadini possono solo osservare i dispositivi di potere, e magari bearsi dell'impressione di prendervi parte. Le decisioni si prendono altrove. Un modello 'contemplativo' di democrazia (nella città del David).

This kind of monumental interventions hides / reveals instead some very clear models of power. Here the message for the people is: you can do whatever you want, but nothing changes. Citizens can only observe the dispositifs of power, and maybe bask in the impression of participating. Decisions are taken elsewhere. A 'contemplative' model of democracy (in the city of the David).


Si è molto insistito nel dibattito sui media sulla presunta assenza di costi per il Comune di questo intervento monumentale.
Quand'anche fosse (anche se pare proprio di no) questo argomento risulta essere anch'esso un dispositivo retorico. Quanto vale, infatti, per l'artista e per il sistema che lo sostiene (galleristi, collezionisti, curatori, etc) un intervento così appariscente in uno spazio così prestigioso che non viene MAI concesso a nessuno? Quanti soldi genererà (non certo per la città) un'opera realizzata 'a costo zero'?

It was very emphasized in the public debate the alleged absence of costs for the City of this monumental intervention.
Even if it is true (although it seems not) this topic is also a rhetorical dispositif. How much is worth, in fact, for the artist and for the system that supports him (gallerists, collectors, curators, etc) a so conspicuous
intervention in a so prestigious space which is usually NEVER granted to anyone? How much money will generate (not for the city) a 'no-cost' artwork?


All'inizio di questo circolo vizio-virtuoso c'è ovviamente il sapere, la competenza, la comprensione: l'insegnamento della storia dell'arte sembra essere così trascurato in questo paese proprio per poter rendere più facilmente 'docili' quanti più spazi possibile.
L'Italia, infatti, è capace di generare costantemente un fruttuosissimo surplus (economico e culturale, perciò politico e di potere) tra la gestione del patrimonio storico, artistico e naturalistico (mantenuto della collettività) e il suo sfruttamento (di nuovo: economico e culturale, perciò politico e di potere), che va troppo spesso a vantaggio di troppo pochi.
E da qui nasce la necessità di esplorare i punti di contatto tra politica, arte pubblica, sistema dell'arte e linguaggi estetici. Necessità su cui si fonda un progetto come Spazi Docili.

At the beginning of this vicious-virtuous circle there is of course knowledge, competence, understanding: the teaching of art history seems to be so neglected in Italy just to make it easier to turn into 'docile' as many spaces as possible.
Italy is capable of
constantly generating a very profitable (economic and cultural and therefore regarding politics and power) surplus between the management of the historical, artistic and naturalistic heritage (maintained by the society) and its (again: economic and cultural and therefore regarding politics and power) exploitation, which is too often to the benefit of too few.
Here arises the need to explore the interactions between politics, public art, the art system and the aesthetic languages. A need a project like Spazi Docili [Docile Spaces] is founded on.